Mastoplastica additiva: guida alla scelta delle protesi mammarie

risultato mastoplastica additiva

Stai valutando una mastoplastica additiva ma non sai quali protesi scegliere? In questa guida scoprirai le differenze tra protesi rotonde, anatomiche, lisce e testurizzate, per aiutarti a fare una scelta consapevole e personalizzata.

Ormai con l’avvento di internet, veniamo quotidianamente bombardati da informazioni più o meno corrette, e questa moltitudine di informazioni non fa altro che confonderci ancora di più.

Occorre fare un po’ di chiarezza su questo argomento ed estrapolare le informazioni più importanti, utili ad eseguire una scelta consapevole.

Le indicazioni principali alla mastoplastica additiva sono sicuramente il miglioramento globale della mammella, in termini di forma e volume.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Le protesi mammarie sono dispositivi medici impiantabili costituiti da gel di silicone, un materiale compatibile con i nostri tessuti e completamente sterile.

In commercio esistono tante aziende produttrici, ma a prescindere dal brand, tutte si differenziano per alcuni aspetti:

  • forma
  • superficie esterna
  • volume

In caso di Mastoplastica Additiva, che protesi scegliere? Questo è sicuramente uno dei dubbi più frequenti. Vediamo insieme di capirci qualcosa in più.

box riassuntivo

Protesi rotonde: effetto pieno, nessun rischio di rotazione
Protesi anatomiche: forma naturale, rischio di rotazione
Lisce: più morbide | Testurizzate: meno rischio di contrattura
Volume: da 150 a 800 cc, personalizzato in base al corpo
Visita con prova protesi consigliata

Tipi di protesi mammarie: rotonde o anatomiche?

Per quanto riguarda la forma, abbiamo a disposizione due tipologie di impianti per una mastoplastica additiva.

Le protesi rotonde e le protesi anatomiche (con il classico aspetto a goccia)

protesi mammaria rotonda – forma regolare

Le protesi mammarie rotonde sono in assoluto le più utilizzate. Hanno forma regolare e costante in tutte le proiezioni. 

Pro e contro delle protesi rotonde:

  • I PRO si concretizzano in nessun rischio legato ad eventuale rotazione, maggior praticità nell’utilizzo, effetto decollete pieno.

  • I CONTRO sono che, su un seno particolarmente piccolo e se troppo voluminose, possono portare ad un aspetto finto.

Se la mammella di partenza è molto piccola possono quindi avere aspetto poco naturale.

protesi anatomica a goccia – mastoplastica additiva

Le protesi mammarie anatomiche, hanno una caratteristica forma a goccia, con maggior proiezione nella parte bassa.​ Questo significa che il punto in cui la protesi da maggior proiezione e quindi volume si trova nella sua parte più bassa, che verrà posizionata al di sotto dell’areola.

Quando preferire quelle anatomiche:

  • I PRO sono che conferiscono al seno un aspetto estremamente naturale.

  • I CONTRO sono che possono essere soggette ad un certo rischio di rotazione e quindi alterazione del profilo mammario.

Superficie delle protesi: liscia o testurizzata?

superficie protesi testurizzata – dettagli tecnici

Per quanto riguarda la superficie, ovvero il suo involucro esterno, questo potrà essere di due tipi: liscio o testurizzato. La scelta della superficie potrà influenzare il risultato della mastoplastica additiva.

La superficie potrà essere quindi omogenea o con microincisioni superficiali. Il processo di testurizzazione avviene in laboratorio ed in ambiente sterile.

  • La protesi liscia tende ad avere una consistenza più morbida, a differenza di quella testurizzata che invece avendo un involucro esterno più rigido ha il grande vantaggio di mantenere una sua forma ed ha un minor rischio di rippling, ovvero la comparsa di pieghe a raggiera che a volte in particolare su pazienti molto magre possono essere visibili all’esterno.
  • In genere le protesi testurizzate, grazie alla loro superficie esterna rugosa, tendono ad aderire meglio ai tessuti mammari riducendo il rischio di malposizionamento dell’impianto.

Come scegliere il volume ideale della protesi

La scelta della protesi è un momento fondamentale nel percorso che porta alla chirurgia.

Si tratta infatti di un momento cruciale che non può prescindere da una sintonia che deve nascere con il proprio chirurgo. 

Questo è sicuramente l’aspetto che più interessa le pazienti e che molto spesso fa sorgere dei dubbi.

Che volume scegliere? Di quanto aumenterà il mio seno? A distanza di un anno perderà realmente volume?

Non vi preoccupate se in un momento vi siete poste le stesse domande. E’ normale che sorgano dei dubbi ed è giusto che voi troviate un momento per discutere con il vostro chirurgo di questi argomenti.

Il volume delle protesi mammarie è direttamente correlato al volume finale che avrà il vostro nuovo seno.

Le principali aziende producono protesi che vanno da 150 cc a circa 800 cc.

In generale, e per semplificare, possiamo dire che una protesi da 150-180 cc farà aumentare il vostro seno di una taglia, così come una protesi da 250-300 cc regalerà al vostro nuovo seno almeno due taglie. Ovviamente il volume finale sarà dato dalla somma del volume della protesi al volume di partenza. E’ giusto ricordare che una protesi da 300 cc darà un volume maggiore ad una paziente che parte da un seno più grande rispetto ad un’altra che parte da una coppa A.

scelta volume protesi – esempio paziente con coppa C

glossario

Coppa mammariaindica la vestibilità del reggiseno
Ripplingpieghe visibili sulla pelle del seno
Proiezionevolume della protesi dalla visione laterale
Mastopessilifting del seno con rimozione di pelle

Esempi pratici: quale protesi per ogni paziente

Il paziente deve riflettere su due aspetti: forma che si vorrebbe avere e volume finale. 

NB: Prima di andare avanti mi preme ricordare che il volume di una mammella non viene indicato con prima, seconda, etc..bensì in coppe. Quindi le due misure fondamentali sono quelle che indicano la circonferenza toracica (prima: 70 cm, seconda: 75 cm, terza: 80 cm, quarta 85 cm etc) e quelle che definiscono il volume mammario (coppa A,B,C etc.).​



Facciamo un esempio:

PAZIENTE IPOTETICO: la paziente parte da una prima coppa B: immaginiamo quindi una ragazza esile, con torace stretto e volume mammario piccolo. 


  • IPOTESI A: Desidera ottenere un risultato naturale, con volume medio ed in armonia con il proprio corpo: potrebbe orientarsi su una protesi anatomica, di media proiezione e con volume tra 250 e 330 grammi.

  • IPOTESI B: Desidera un bel decollete, un effetto visibile: a lei potrebbe essere proposta una protesi rotonda, con una proiezione moderato plus ed un volume tra 300 e 400 grammi.

Sono solo due esempi che però possono aiutare a fare chiarezza.

Come si svolge la visita pre-operatoria



Io ad esempio invito la paziente a venire in visita portando con se un reggiseno senza push up, come un costume da bagno e durante la visita provo insieme a loro varie protesi con differenti forme e volumi in modo da fare una prova dal vivo di tutte le possibilità. 

Tutti i miei pazienti eseguono una visita preliminare con l’anestesista prima dell’intervento. Ho notato che questo approccio combinato chirurgo-anestesista permette ai pazienti di avvicinarsi all’intervento con maggiore serenità e chiarezza su quello che avverrà.

In conclusione, ritornando alla domanda iniziale:

In una Mastoplastica Additiva, che protesi mammarie scegliere? 

Direi senza ombra di dubbio che la scelta della protesi nella Mastoplastica additiva può rappresentare un tema di preoccupazione e che la protesi perfetta non esiste, però esiste la protesi perfetta per quella paziente.

FAQ

Domande frequenti sulla scelta delle protesi mammarie:

Che tipo di protesi è meglio scegliere per un effetto naturale?

Le protesi anatomiche offrono un risultato più naturale, mentre quelle rotonde creano un décolleté più pieno.

Come si misura il volume della protesi mammaria?

Si misura in cc (centimetri cubici), da 120 a oltre 700 cc circa.. Il volume finale dipende anche dal seno di partenza, quindi il volume della protesi si somma a quello del seno.

La protesi perde volume dopo l’intervento?

No, il volume della protesi resta stabile. Il gonfiore iniziale può dare un’impressione diversa nei primi mesi.

Qual è la differenza tra protesi lisce e testurizzate?

Le lisce sono più morbide, le testurizzate aderiscono meglio ai tessuti e riducono il rischio di rotazione e contrattura.

Esistono protesi mammarie eterne o vanno cambiate?

Non esistono protesi mammarie definitive. In media si cambiano dopo 10-15 anni.

Mastoplastica additiva: è dolorosa?

Nella tecnica retromuscolare sicuramente si avverte dolore nei primi giorni che però migliora con i comuni analgesici.

Dr. Pierluigi Gigliofiorito: esperienza e formazione nella Chirurgia della Mammella

Dr. Pierluigi Gigliofiorito Chirurgo Plastico Ricostruttivo. Mi occupo di medicina e chirurgia estetica con particolare attenzione ai risultati anche al confort delle mie pazienti. Mi avvalgo di collaboratori esperti che vi accompagneranno durante tutto il percorso, dalla prima visita ai controlli a distanza. Nella mia equipe non pensiamo solo al momento della chirurgia, bensì a tutto il percorso di rinascita. Abbiamo psicologi, mentalist, chirurghi e beauty assistant sempre presenti ed al vostro fianco, per un approccio olistico ed integrato all’intervento.

Risultati naturali ma visibili.


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Le informazioni presenti su questo sito hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico durante la visita. Ogni trattamento è valutato in modo personalizzato in base al singolo caso clinico. I risultati possono variare da paziente a paziente. Nessun contenuto ha scopo promozionale né intende incentivare all’esecuzione di atti sanitari.

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