Grasso da donatore (allograft adiposo): guida informativa tra realtà, limiti e prospettive future
Negli ultimi mesi si è iniziato a parlare sempre più spesso, anche sui media generalisti, di “grasso da cadavere” utilizzato in chirurgia estetica per dare volume al viso o al corpo.
Il termine, volutamente forte, ha acceso curiosità, timori e anche molte incomprensioni.
Ma di cosa stiamo parlando davvero?
Esiste realmente questa pratica? È sicura? È disponibile in Italia?
E soprattutto: in cosa si differenzia dal classico lipofilling?
In questo articolo cerco di fare chiarezza in modo semplice, serio e scientificamente corretto, senza sensazionalismi e senza promuovere alcun trattamento. Ho già ampiamente affrontato l’argomento del BBL (Brazilian Butt Lift) in un articolo del mio blog!
A cura del Dr. Pierluigi Gigliofiorito – Chirurgo Plastico a Milano e Caserta
Il Dr. Pierluigi Gigliofiorito è un chirurgo plastico specializzato in mastoplastica additiva, liposuzione HD e filler glutei.
È ideatore della tecnica proprietaria G-Fill per il rimodellamento dei glutei e della Dynamic Lips Filler Technique.
Svolge attività clinica a Milano, Caserta e Roma.

Cosa si intende davvero per “grasso da cadavere”
Quello che viene chiamato impropriamente “grasso da cadavere” non è il trasferimento diretto di grasso prelevato da un corpo e iniettato in un altro paziente.
Nel linguaggio medico corretto si parla piuttosto di:
tessuto adiposo da donatore (allograft adiposo)
oppure
matrice adiposa derivata da donatore
Si tratta quindi di tessuto biologico umano processato, ottenuto da donatori (viventi o deceduti), sottoposto a trattamenti di purificazione, decellularizzazione e controllo microbiologico, prima di poter essere eventualmente utilizzato in ambito clinico.
È un concetto molto diverso dal classico lipofilling.
Il lipofilling viene ad esempio già utilizzato nelle mastoplastiche additive ibride (protesi + grasso)

Le tre categorie di “grasso” in chirurgia estetica
Per capire davvero di cosa si parla, è fondamentale distinguere chiaramente tre situazioni diverse.
1. Grasso autologo (lipofilling classico)
È il grasso dello stesso paziente, prelevato con una liposuzione e reiniettato in altre zone (viso, seno, glutei, corpo).
✔️ È il gold standard attuale
✔️ Ampiamente studiato
✔️ Sicuro se eseguito correttamente
✔️ Consente anche un effetto rigenerativo sui tessuti
Limiti:
- richiede una liposuzione
- non sempre disponibile in pazienti molto magri
- parte del grasso può riassorbirsi
2. Grasso autologo congelato
È sempre grasso del paziente, ma prelevato, congelato e conservato per utilizzi successivi.
✔️ Può evitare di ripetere la liposuzione
✔️ Utile in casi selezionati
Limiti importanti:
- la vitalità cellulare si riduce con la crioconservazione
- il comportamento biologico è meno prevedibile
- non è uno standard universalmente accettato per lungo termine
3. Grasso da donatore / matrice adiposa
Qui entriamo nella vera “novità”.
Non si tratta di grasso vivo trapiantato, ma di una matrice biologica adiposa che funge da:
impalcatura (scaffold) su cui il corpo del paziente può integrare e rimodellare nuovo tessuto
✔️ Non richiede liposuzione
✔️ Potenziale opzione per pazienti senza grasso disponibile
✔️ Oggetto di studi scientifici recenti
Limiti:
- non è equivalente al lipofilling
- evidenze cliniche ancora limitate
- follow-up brevi
- non disponibile come trattamento standard in Italia
Lascio il link di una delle aziende che per prime ha sviluppato questa tecnologia.
La vera novità: il grasso da donatore nella ricerca scientifica
Negli ultimi anni sono comparsi in letteratura studi su quello che viene chiamato Allograft Adipose Matrix (AAM).
Si tratta di una matrice adiposa derivata da tessuto umano donato, opportunamente trattata, che può essere utilizzata come materiale riempitivo biologico.
Cosa dice la scienza: che cos’è davvero l’Allograft Adipose Matrix
L’AAM non è grasso “vivo”, ma una struttura biologica che:
- mantiene le componenti extracellulari del tessuto adiposo
- non contiene cellule vitali del donatore
- favorisce l’integrazione con i tessuti del ricevente
- stimola la rigenerazione locale
In alcuni studi clinici pilota è stata utilizzata per la correzione di deficit volumetrici del volto (zigomi, solchi, mandibola, tempie), con risultati considerati soddisfacenti nel breve termine.
È importante sottolineare che non sostituisce il lipofilling, ma si propone come possibile alternativa in casi selezionati.
Dove è stata utilizzata finora: revisione delle applicazioni cliniche
Una revisione sistematica recente ha analizzato l’uso della matrice adiposa da donatore in varie aree:
- Volto
- Mani
- Addome
- Glutei
- Seno
- Altre aree dei tessuti molli
I risultati mostrano:
- buoni livelli di soddisfazione
- complicanze contenute
- studi ancora numericamente limitati
- follow-up generalmente inferiori a 12 mesi
Questo significa che la ricerca è promettente, ma ancora in fase evolutiva, lontana da una standardizzazione clinica.

Cosa emerge dalle prime esperienze cliniche
Le serie di casi pubblicate mostrano che:
✔️ l’integrazione tissutale è possibile
✔️ il materiale è generalmente ben tollerato
✔️ il risultato estetico può essere naturale
❌ la stabilità volumetrica nel lungo termine è ancora da dimostrare
❌ mancano studi comparativi con lipofilling classico
In altre parole:
non siamo di fronte a una rivoluzione clinica pronta per tutti, ma a una possibile opzione futura per casi selezionati.
Quando potrebbe essere utile (se un giorno fosse disponibile in Italia)
Se questa tecnologia dovesse un giorno essere approvata e regolamentata anche in Italia, potrebbe trovare spazio in indicazioni molto limitate e specifiche, come ad esempio:
✔️ Pazienti estremamente magri, senza grasso disponibile per lipofilling
✔️ Correzione di irregolarità post-mastoplastica (quando si vede l’impianto e non c’è grasso da usare)
✔️ Piccole correzioni di contorno
✔️ Pazienti che non possono o non vogliono sottoporsi a liposuzione, ad esempio immagino in chirurgia ricostruttiva per pazienti che hanno comorbidità che renderebbero rischioso eseguire un’ Anestesia Generale
Quando NON avrebbe senso
❌ In pazienti che hanno già grasso disponibile
❌ Quando si può fare un normale lipofilling
❌ Come sostituto sistematico del lipofilling
❌ Come scorciatoia per evitare la chirurgia
Il messaggio è chiaro:
se un paziente ha il proprio grasso, non c’è alcun vantaggio clinico nel sostituirlo con grasso da donatore.
Regolamentazione in Italia
In Italia e in Europa il lipofilling standard è autologo (grasso dello stesso paziente).
L’uso di tessuti da donatore rientra invece nelle normative su:
- qualità e sicurezza di tessuti e cellule umani
- tracciabilità
- autorizzazioni dedicate
- filiere controllate
Questo significa che:
- il “grasso da donatore” non è una procedura di medicina estetica ambulatoriale
- richiederebbe autorizzazioni specifiche
- al momento non è un trattamento standard disponibile in Italia
Il quadro normativo europeo è inoltre in evoluzione , proprio per regolare e rispondere in modo più rigoroso all’uso di sostanze di origine umana in ambito clinico.
Red flags: cosa chiedere se un giorno te lo proponessero
Se in futuro dovesse essere proposto un trattamento con grasso da donatore, il paziente dovrebbe sempre chiedere:
- Da dove proviene il tessuto?
- È autologo o da donatore?
- È autorizzato in Italia?
- Esistono studi clinici pubblicati?
- È tracciabile?
- È spiegato nel consenso informato?
- È un dispositivo medico, un tessuto o un farmaco?
👉 Un medico serio deve essere in grado di rispondere a tutte queste domande.
Conclusione
Il cosiddetto “grasso da cadavere” non è fantascienza, ma nemmeno una nuova normalità clinica.
È un ambito di ricerca interessante, che potrebbe in futuro trovare indicazioni selezionate, ma che oggi:
- non sostituisce il lipofilling autologo
- non è disponibile come trattamento standard in Italia
- va osservato con curiosità scientifica, prudenza clinica, etica e rispetto delle regole
In chirurgia estetica, come in tutta la medicina, il progresso vero non è quello che fa più rumore, ma quello che dimostra nel tempo sicurezza, efficacia e beneficio reale per il paziente.
📌 Le informazioni presenti su questo sito hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico durante la visita. Ogni trattamento è valutato in modo personalizzato in base al singolo caso clinico. I risultati possono variare da paziente a paziente. Nessun contenuto ha scopo promozionale né intende incentivare all’esecuzione di atti sanitari.
Bibliografia essenziale
Allograft Adipose Matrix / Matrice adiposa da donatore
- Morel SBA, et al. Current Applications and Indications of Allograft Adipose Matrix: A Systematic Review. Plast Reconstr Surg, 2025.
- Gold MH, et al. Real-World Clinical Experience With an Allograft Adipose Matrix. J Cosmet Dermatol, 2024.
- Gold MH, et al. A Multicenter Pilot Study of a Novel Allograft Adipose Matrix in Malar and Prejowl Volume Restoration. PRS Global Open, 2024.
- Salgado CJ, et al. Use of allograft fat for aesthetic and functional restoration. JSCR, 2023.
- Ziegler ME, et al. Deconstructing Allograft Adipose and Fascia Matrix to Enhance Regeneration. PMC, 2022.
Lipofilling autologo e basi biologiche
- Bellini E, et al. The science behind autologous fat grafting. Aesth Plast Surg, 2017.
- Simonacci F, et al. From liposuction to adipose-derived stem cells. Acta Biomed, 2019.
Regolamentazione europea e italiana
- Direttiva UE 2004/23/CE – Tessuti e cellule
- D.Lgs 191/2007 – Italia
- Regolamento UE SoHO – Substances of Human Origin