Hip dips: cosa sono e quali tipi esistono? La classificazione in Tipo A, B e C
Gli hip dips sono le rientranze visibili sul profilo laterale dei fianchi, tra il bacino e la parte superiore della coscia. Non sono una malattia né un difetto obbligatoriamente da correggere: rappresentano una variante molto comune della silhouette. Tuttavia, non hanno in tutte le persone la stessa origine. Possono dipendere soprattutto dalla muscolatura, dalla conformazione scheletrica e dalla distribuzione del tessuto adiposo oppure da una combinazione di questi fattori.
Per questo motivo propongo una classificazione clinica semplice in tre gruppi: Tipo A muscolare, Tipo B strutturale-adiposo e Tipo C misto. Riconoscere il tipo è importante perché la stessa depressione visibile può richiedere strategie completamente diverse. In alcuni casi è sufficiente un riempimento molto mirato; in altri è più corretto rimodellare anche le aree vicine; in altri ancora il trattamento migliore è non intervenire.
A cura del Dr. Pierluigi Gigliofiorito – Chirurgo Plastico a Milano e Caserta
Questa classificazione nasce dall’osservazione clinica delle differenti forme del gluteo e delle depressioni laterali. È un modello clinico proposto, utile per descrivere il problema e orientare la scelta terapeutica; non è ancora una classificazione scientifica universalmente validata. La valutazione definitiva richiede sempre una visita diretta.
In breve: i tre tipi di hip dips
- Tipo A – muscolare o Athletic Hip Dip: la depressione è soprattutto relativa, resa più evidente dallo sviluppo del grande gluteo e, in alcuni casi, del medio gluteo.
- Tipo B – strutturale-adiposo o Structural-Adipose Hip Dip: prevalgono la conformazione del bacino e del grande trocantere e la distribuzione del grasso tra fianco, depressione laterale e culotte de cheval.
- Tipo C – misto: coesistono una componente muscolare e una componente strutturale-adiposa; il trattamento deve quindi essere combinato e personalizzato.
Il punto decisivo, a mio avviso, non è stabilire quanto l’hip dip sia “profondo”, ma capire perché appare.
Cosa sono gli hip dips e dove si trovano

Gli hip dips, chiamati anche depressioni sovra-trocanteriche, si osservano nella zona laterale compresa tra la cresta iliaca, il grande trocantere e la porzione superiore della coscia. La loro evidenza dipende dal rapporto tra più elementi:
- forma e ampiezza del bacino;
- posizione e prominenza del grande trocantere;
- volume e sviluppo del grande e del medio gluteo;
- distribuzione del tessuto adiposo su fianco e coscia laterale;
- spessore dei tessuti nella depressione;
- elasticità della pelle ed eventuali aderenze fibrose;
- postura, contrazione muscolare, luce e posizione del corpo.
Per questo una persona magra e sportiva può avere hip dips molto visibili, mentre una persona con una maggiore quantità di grasso può presentarli per ragioni completamente differenti. Anche due lati dello stesso corpo possono essere diversi.
Gli hip dips sono normali?
Sì. Gli hip dips sono una caratteristica anatomica comune e non indicano sovrappeso, scarso allenamento o un problema di salute. Possono essere presenti in persone molto allenate, normopeso o con una maggiore adiposità localizzata.
L’obiettivo di una consulenza corretta non dovrebbe essere promettere di “cancellarli” a ogni costo, ma comprendere se alterano davvero l’armonia della silhouette e quale margine di miglioramento sia realistico. La completa eliminazione non è sempre possibile né necessariamente desiderabile: spesso il risultato più naturale deriva da una riduzione della discontinuità, non dalla creazione di un fianco artificialmente rettilineo.
Perché non tutti gli hip dips sono uguali
Il termine “hip dips” descrive ciò che si vede, ma non la sua causa. Considerare tutte le depressioni laterali come un semplice vuoto da riempire può portare a usare troppo prodotto o a trattare l’area sbagliata.
Nella valutazione osservo il profilo del fianco, la proiezione del gluteo, il polo superiore, la coscia laterale, la qualità cutanea e la variazione della depressione durante la contrazione muscolare. Valuto inoltre il corpo frontalmente, posteriormente, lateralmente e a tre quarti. È l’insieme della silhouette, e non una singola fotografia, a indicare il trattamento più adatto.

Hip dips Tipo A: muscolari o Athletic Hip Dips
Nel Tipo A la depressione è prevalentemente muscolare o, più precisamente, una depressione relativa “da contrasto”. Lo sviluppo del grande gluteo e talvolta del medio gluteo crea due volumi vicini che rendono più visibile l’area interposta.
È una forma frequente nelle persone sportive, soprattutto quando l’allenamento ha aumentato la proiezione del gluteo senza modificare il volume dei tessuti nella regione trocanterica. Non significa che il muscolo sia sviluppato in modo scorretto: al contrario, l’hip dip può diventare evidente proprio in un corpo tonico e allenato.

Come riconoscere il Tipo A
I segni più suggestivi sono:
- gluteo ben sviluppato o atletico;
- depressione che appare per contrasto tra masse muscolari adiacenti;
- quantità limitata di grasso localizzato sul fianco e sulla culotte;
- variazione del profilo con contrazione, postura o movimento;
- necessità di correggere un’area circoscritta, senza rimodellare tutto il fianco.
Quale trattamento è più adatto al Tipo A
Quando esiste una reale indicazione, il Tipo A può beneficiare di un filler mirato nella depressione, con quantità stabilite in base all’anatomia e al prodotto utilizzato. L’obiettivo non è aumentare indiscriminatamente il gluteo, ma attenuare il contrasto tra i volumi.
Nelle pazienti magre o con poco grasso donatore, il filler può essere particolarmente utile perché consente una correzione selettiva e graduale. Nella mia pratica, il rimodellamento non viene pianificato in base a un numero standard di millilitri: distribuzione, simmetria e proporzione sono più importanti del volume assoluto.
L’allenamento può modificare la forma muscolare generale, ma non sempre riempie la depressione. In alcuni casi un ulteriore aumento dei muscoli circostanti può perfino renderla più evidente.
Hip dips Tipo B: strutturali-adiposi
Nel Tipo B prevalgono la struttura scheletrica e la distribuzione del tessuto adiposo. L’ampiezza del bacino, la prominenza del grande trocantere e il modo in cui il grasso si dispone sopra e sotto la depressione possono creare una curva laterale discontinua.
In alcune persone il vuoto è lieve e localizzato. In altre è accentuato dall’adiposità del fianco o della culotte de cheval: in questo caso non manca soltanto volume al centro, ma esiste anche un eccesso relativo nelle aree adiacenti.

Come riconoscere il Tipo B
Gli elementi più frequenti sono:
- depressione stabile anche senza contrazione muscolare;
- relazione evidente con la forma del bacino e con la regione trocanterica;
- accumulo adiposo sopra o sotto l’hip dip;
- culotte de cheval che accentua il margine inferiore della depressione;
- fianco pieno con passaggio brusco verso una zona laterale più vuota;
- possibile persistenza anche dopo dimagrimento o allenamento.
Quale trattamento è più adatto al Tipo B
Nel Tipo B lieve, con depressione circoscritta e senza eccessi adiposi importanti, può essere indicato un filler mirato oppure, se disponibile e appropriato, un lipofilling limitato.
Nel Tipo B marcato, riempire soltanto il centro può non essere sufficiente e può richiedere quantità eccessive. Quando sono presenti depositi adiposi su fianco o coscia laterale, il risultato più armonico può derivare da una liposcultura associata a lipofilling: si riducono i volumi che accentuano il contrasto e si utilizza il grasso autologo per addolcire la depressione.
Questa strategia non consiste semplicemente nell’aggiungere volume. È un rimodellamento dell’intera linea fianco-gluteo-coscia e richiede aree donatrici adeguate, indicazione chirurgica e una valutazione rigorosa della sicurezza.
Hip dips Tipo C: misti
Nel Tipo C sono presenti sia la componente muscolare sia quella strutturale-adiposa. Il gluteo può essere ben sviluppato, ma la forma del bacino, la prominenza trocanterica o gli accumuli di grasso vicini continuano a evidenziare la depressione.
È il tipo in cui una soluzione standardizzata funziona meno. Trattare soltanto il vuoto può migliorare una parte del problema, lasciando invariata la disarmonia delle zone circostanti.

Come riconoscere il Tipo C
Il Tipo C può presentare:
- muscolatura glutea evidente associata a una depressione stabile;
- cambiamento parziale, ma non completo, con la contrazione;
- componente scheletrica riconoscibile;
- adiposità localizzata sopra o sotto l’hip dip;
- asimmetria tra i due lati;
- necessità di intervenire sia sul volume sia sul contorno.
Quale trattamento è più adatto al Tipo C
Il trattamento può comprendere filler, lipofilling, liposcultura o una combinazione di tecniche, in uno o più tempi. La scelta dipende dalla componente dominante, dalla disponibilità di grasso, dall’entità della correzione e dal rapporto tra beneficio atteso e invasività.
Nei casi selezionati, un approccio graduale permette di valutare la risposta dei tessuti prima di aggiungere altro volume. La classificazione indica la direzione terapeutica, ma non sostituisce la visita.
Tabella: differenze tra hip dips Tipo A, B e C
| Tipo | Causa prevalente | Aspetto più frequente | Strategia possibile |
|---|---|---|---|
| Tipo A – muscolare | Sviluppo del grande/medio gluteo e depressione relativa per contrasto | Corpo atletico, poco grasso, profilo che può cambiare con la contrazione | Filler molto mirato; correzione prudente e graduale |
| Tipo B – strutturale-adiposo | Bacino, grande trocantere e distribuzione del grasso | Depressione stabile; possibile fianco o culotte più pieni | Tipo lieve: filler o lipofilling limitato. Tipo marcato: liposcultura + lipofilling |
| Tipo C – misto | Somma di componente muscolare e strutturale-adiposa | Caratteristiche sovrapposte e possibile asimmetria | Filler, lipofilling, liposcultura o trattamento combinato |
Come si valutano correttamente gli hip dips
La diagnosi è principalmente clinica. Durante la visita valuto:
- Forma del bacino e del gluteo. La depressione deve essere letta nel rapporto con vita, fianco, polo superiore e coscia.
- Componente dinamica. Il confronto tra rilassamento e contrazione aiuta a riconoscere il ruolo muscolare.
- Distribuzione del grasso. Un vuoto può essere reso più evidente dagli eccessi sopra o sotto di esso.
- Qualità della pelle e dei tessuti. Lassità, cellulite e aderenze richiedono un’analisi separata.
- Simmetria. I due lati raramente sono identici e possono richiedere quantità o tecniche differenti.
- Obiettivo della paziente. Ridurre una rientranza, aumentare la proiezione e rimodellare tutto il gluteo sono obiettivi diversi.
Fotografie standardizzate, eseguite con postura e illuminazione coerenti, sono utili per confrontare il prima e il dopo. Nei casi più complessi possono essere impiegati ulteriori strumenti di valutazione, ma non esiste un singolo esame che sostituisca l’analisi tridimensionale della silhouette.
Hip dips e cellulite sono la stessa cosa?
No. L’hip dip è una depressione più ampia del profilo laterale; la cellulite provoca invece fossette o irregolarità più piccole della superficie cutanea, nelle quali i setti fibrosi hanno un ruolo importante.
Le due condizioni possono però coesistere. In questo caso aggiungere volume può correggere la depressione generale senza liberare le singole fossette. Se sono presenti retrazioni localizzate, può essere indicato associare un trattamento dei tralci fibrosi mediante subcision o rigottomia, dopo aver distinto le aderenze reali dalle normali variazioni del contorno.
La subcision non è quindi il trattamento automatico di ogni hip dip. È una procedura rivolta soprattutto alle retrazioni fibrose selezionate e presenta rischi specifici, tra cui lividi, dolore, irregolarità, sanguinamento, infezione e possibile necessità di ulteriori correzioni. Ho scritto un articolo molto interessante su questo argomento che vi invito ad approfondire!
Si possono eliminare gli hip dips con gli esercizi?
L’allenamento può migliorare tono, forza e proporzioni, ma non modifica la forma delle ossa né consente di scegliere con precisione dove accumulare o perdere grasso. Gli esercizi per grande e medio gluteo possono cambiare la silhouette, ma il risultato dipende dal tipo di hip dip.
Nel Tipo A, un maggiore sviluppo dei volumi muscolari circostanti può talvolta mantenere o accentuare la depressione relativa. Nel Tipo B, l’esercizio non modifica la componente scheletrica; può tuttavia migliorare la composizione corporea generale. Promettere l’eliminazione degli hip dips con un singolo esercizio è quindi poco realistico.
Filler, acido polilattico e G-Fill
Con il termine G-Fill descrivo un approccio personalizzato al rimodellamento dei glutei che considera forma, proiezione, polo superiore, hip dips, cellulite, simmetria e qualità dei tessuti. Un buon risultato non coincide con il massimo volume possibile.
I materiali iniettabili possono avere caratteristiche differenti. I filler volumizzanti a base di acido ialuronico producono un cambiamento immediatamente visibile, che viene valutato nuovamente dopo la riduzione del gonfiore iniziale. I prodotti biostimolanti a base di acido polilattico agiscono invece in modo progressivo attraverso la stimolazione di nuovo collagene e richiedono tempo e, spesso, più sedute.
Non tutti i prodotti sono autorizzati per ogni sede anatomica o per ogni tecnica. La scelta deve quindi considerare indicazioni del prodotto, quantità, piano di impianto, esperienza del medico e caratteristiche individuali. Non è corretto trasferire automaticamente ai glutei protocolli nati per altre aree del corpo.
Quando è preferibile il lipofilling
Il lipofilling utilizza grasso autologo prelevato da altre zone corporee. Può essere preferibile quando:
- è necessario un aumento più importante;
- esiste sufficiente tessuto adiposo donatore;
- occorre rimodellare contemporaneamente fianco, vita o coscia laterale;
- il Tipo B è accentuato da volumi adiposi adiacenti;
- la paziente accetta un intervento chirurgico e il relativo recupero.
Una parte del grasso trasferito può essere riassorbita e il risultato non è perfettamente prevedibile al millilitro. La sicurezza del lipofilling gluteo dipende in modo determinante dalla tecnica: il grasso deve essere posizionato nel piano sottocutaneo, evitando l’iniezione intramuscolare, secondo protocolli chirurgici aggiornati. Potete approfondire l’argomento leggendo la mia guida completa!
Quando è preferibile non trattare
Non sempre esiste un’indicazione. Può essere più corretto non intervenire quando:
- la depressione è minima e rientra nell’anatomia naturale;
- l’aspettativa è la cancellazione assoluta di ogni irregolarità;
- il beneficio prevedibile è inferiore ai rischi o alla quantità di prodotto necessaria;
- non vi sono tessuti adeguati per il trattamento scelto;
- sono presenti controindicazioni mediche;
- la richiesta nasce da immagini filtrate, pose o standard corporei non realistici.
Una consulenza specialistica serve anche a riconoscere questi casi.
Risultati: cosa significa un buon prima e dopo
Nel confronto prima e dopo non considero soltanto la profondità della depressione. Valuto:
- continuità della curva tra vita, fianco e coscia;
- proiezione del gluteo;
- rotondità del polo superiore;
- riduzione delle depressioni laterali;
- simmetria tra i due lati;
- qualità della superficie cutanea;
- naturalezza durante il movimento;
- proporzione con il resto del corpo.
Le fotografie dovrebbero essere realizzate con la stessa luce, distanza, posizione e contrazione. Un’immagine scattata subito dopo un filler può mostrare gonfiore e non rappresenta necessariamente il risultato stabilizzato; dopo un biostimolante o un lipofilling, i tempi di valutazione sono differenti.
Sicurezza e possibili complicanze
Filler, biostimolanti, subcision, liposcultura e lipofilling sono procedure mediche e non sono prive di rischi. Secondo il trattamento possono verificarsi dolore, gonfiore, ecchimosi, noduli, asimmetrie, irregolarità, infezioni, reazioni infiammatorie o necessità di correzioni successive. Le procedure iniettive possono inoltre comportare complicanze vascolari; la chirurgia e il trasferimento di grasso hanno rischi propri, anche gravi.
La riduzione del rischio richiede corretta selezione della paziente, conoscenza anatomica, prodotti appropriati, ambiente sanitario idoneo, tecnica rigorosa e gestione tempestiva delle complicanze. Il trattamento non dovrebbe essere scelto soltanto in base al prezzo o al numero di millilitri proposto.
La mia esperienza clinica
Nella mia esperienza nel rimodellamento gluteo, la richiesta iniziale è spesso: “Vorrei riempire questo vuoto”. La domanda clinica più utile è invece: “Da che cosa è prodotto questo vuoto?”.
La distinzione tra Tipo A, B e C permette di evitare due errori frequenti: riempire in eccesso una depressione relativa oppure aggiungere volume quando sarebbe necessario ridisegnare anche fianco e coscia laterale. La pianificazione considera sempre il gluteo nell’insieme e cerca un risultato armonico, non semplicemente più voluminoso.
Il percorso può essere mini-invasivo con G-Fill, chirurgico con liposcultura e lipofilling, oppure combinato. In alcuni casi il miglior piano è graduale; in altri non vi è una buona indicazione al trattamento. La scelta definitiva viene formulata soltanto dopo anamnesi, visita e valutazione diretta dei tessuti.
FAQ sugli hip dips
Significa avere una rientranza più o meno evidente sul profilo laterale tra fianco e parte superiore della coscia. È una normale variante anatomica e non una patologia.
Nel modello clinico proposto dal Dr. Pierluigi Gigliofiorito si distinguono tre tipi: Tipo A muscolare, Tipo B strutturale-adiposo e Tipo C misto. La classificazione descrive la causa prevalente e aiuta a orientare il trattamento.
Non basta una fotografia. Occorre osservare la depressione in più proiezioni, a riposo e in contrazione, e valutare muscoli, struttura ossea, distribuzione del grasso, pelle e aree vicine. La conferma richiede una visita.
Sì. Gli hip dips sono frequenti anche nelle persone magre e atletiche. Nel Tipo A possono essere resi più evidenti proprio dallo sviluppo dei muscoli glutei.
Non necessariamente. Il dimagrimento non modifica la struttura ossea e può ridurre anche il volume presente nella depressione. In alcune persone la rientranza rimane invariata o diventa più visibile.
Non necessariamente. Il dimagrimento non modifica la struttura ossea e può ridurre anche il volume presente nella depressione. In alcune persone la rientranza rimane invariata o diventa più visibile.
Non esiste un trattamento migliore per tutti. Nel Tipo A può essere indicato un filler mirato; nel Tipo B lieve filler o lipofilling, mentre nel Tipo B marcato può essere più armonico associare liposcultura e lipofilling; nel Tipo C può essere necessario un approccio combinato.
Il filler è utile per correzioni mirate e lievi-moderate, soprattutto quando manca grasso donatore o non si desidera un intervento. Il lipofilling è più indicato per aumenti maggiori o per un rimodellamento globale in presenza di adeguate aree donatrici. La scelta dipende dall’anatomia e dall’obiettivo.
Non esiste una quantità standard. Dipende da estensione e profondità, simmetria, prodotto, qualità dei tessuti e risultato desiderato. Basare il trattamento soltanto sul numero di millilitri può produrre un risultato poco naturale.
No. I filler riassorbibili e i biostimolanti hanno effetti temporanei o progressivamente modificabili nel tempo. Durata e necessità di mantenimento variano in base al prodotto e alla risposta individuale.
Il grasso che attecchisce può mantenersi a lungo, ma una quota viene riassorbita e il risultato può cambiare con variazioni di peso, invecchiamento e caratteristiche individuali. Talvolta può essere utile un secondo tempo.
In casi selezionati sì, ma sono problemi differenti. Il volume corregge il profilo generale; le fossette fibrose possono richiedere una subcision o rigottomia mirata. L’associazione va pianificata dopo valutazione dei tessuti.
Non sempre. Il risultato realistico è spesso una riduzione della depressione e una maggiore continuità della silhouette. La completa cancellazione può richiedere quantità eccessive o creare proporzioni innaturali.
Dipende dalla procedura. Dopo un trattamento iniettivo sono comuni gonfiore, sensibilità o lividi temporanei; dopo liposcultura e lipofilling il recupero è più lungo e segue indicazioni chirurgiche specifiche. I tempi personali vengono spiegati durante la visita.
Il costo dipende dal tipo di hip dip, dalla tecnica, dal prodotto e dalla quantità necessaria. Un preventivo attendibile può essere formulato soltanto dopo aver stabilito se serve un filler mirato, un lipofilling o un rimodellamento più esteso.
Conclusioni
Gli hip dips non sono tutti uguali. Il Tipo A è prevalentemente muscolare, il Tipo B strutturale-adiposo e il Tipo C combina entrambe le componenti. Questa distinzione sposta l’attenzione dal semplice “riempire un vuoto” alla comprensione dell’intera anatomia del fianco e del gluteo.
Il trattamento può comprendere G-Fill, lipofilling, liposcultura, trattamento mirato delle aderenze oppure nessuna procedura. La soluzione più naturale è quella costruita sul tipo di hip dip, sulla qualità dei tessuti e sulle proporzioni individuali.
Per una valutazione personalizzata a Milano o Caserta, è possibile richiedere una visita specialistica con il Dr. Pierluigi Gigliofiorito. Durante la consulenza vengono analizzati il tipo di hip dip, la forma del gluteo, la distribuzione dei volumi e le alternative realisticamente indicate.
Le informazioni presenti su questo sito hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico durante la visita. Ogni trattamento è valutato in modo personalizzato in base al singolo caso clinico. I risultati possono variare da paziente a paziente. Nessun contenuto ha scopo promozionale né intende incentivare all’esecuzione di atti sanitari.
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